La Sussidiarietà
Cosa ha significato per voi la riorganizzazione della macchina burocratica per l’erogazione dei contributi della PAC?
Il cambio di passo è stato promosso, alla fine degli anni ’90, dalla CE, con gli Organismi Pagatori Regionali e la possibilità di delegare alcune fasi del procedimento amministrativo a soggetti terzi, quelle di “front office” con le aziende agricole. Questo in Italia è stato attuato con la riforma dell’AIMA in AGEA e con i Centri di Assistenza Agricola.
A questo punto abbiamo intravisto uno spazio e pensato che sarebbe bastato trovare il modo di poter costituire un CAA per cambiare le cose.
C’è stato il tentativo di riproporre il monopolio delle OOPP; cosa è successo?
È iniziata un’azione di contrasto al progetto legislativo nazionale che in una fase iniziale avrebbe lasciato tutto ancora in mano alle OOPP.
Sono intervenuti diversi soggetti: sindacati dei lavoratori, organizzazioni dei produttori e liberi professionisti; il CONAF 16 fece un’azione determinante.
Importante infine è stato il parere dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato allora presieduta dal Prof. Tesauro, secondo il quale solo una selezione fondata su criteri non soggettivi, ma obbiettivi di efficienza è nell’interesse pubblico.
Perchè Bergamo?
I contatti tra Dottori Agronomi e Associazioni delle Imprese Agromeccaniche sono iniziati e poi proseguiti su Bergamo.
La costituzione di SISA è stata fatta in Lombardia perchè la Regione credeva nella collaborazione tra l’Organismo Pagatore 17 ed i Centri di Assistenza Agricola, inoltre la scelta è stata di stare vicini al territorio operativo.